Guarda, non chiedo molto,

Guarda, non chiedo molto, solamente la tua mano, tenerla come una piccola rana che così dorme contenta. Io ho bisogno di questa porta che aprivi perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto di zucchero verde, di tonda allegria. Non mi presti la mano questa notte di fine anno, di civette rauche? Tu, per ragioni... Continue Reading →

La nonna

Il nostro giardino durò quanto l’infanzia. Né tu né io lo dimenticheremo,nonnina. Non dimenticheremo il sapore delle pesche bianche, delle barbabietole, delle zucche incendiate. Fu il tempo del riso al latte coperto di cannella, del piacere delle pannocchie sulla tavola tesa sotto i pergolati. Stai nella cucina in penombra, con i glicini alla porta, e... Continue Reading →

L’Amante

Sei la benvenuta, la pietra originale dell’allegria, la danza assorta della statua che gli uccelli sentono e disperdono.  Quando nella sua coscia rossa i denti si slacciano al primo mezzogiorno della terra, fare il tuo nome è il sapore della melagranata. Il tuo cuore inventa le mappe colorate, nei tuoi occhi si hamacano i globi... Continue Reading →

L’infinito inizia

“Disegno della tua voce nella riva del sogno,scogliere di cuscini con quest’odore di costa vicina,quando gli animali buttati nella cala, le creature di sentinaodorano l’erba e per i ponti si arrampicaun tremito di pelle e di furioso godimento. Allora mi capita di non conoscerti, aprire l’occhio di questa lampadaa cui sfuggi coprendoti il viso con i... Continue Reading →

Tocco la tua bocca

Tocco la tua bocca, con un dito tocco tutto l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che... Continue Reading →

Se devo vivere

Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento, la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell'opulenza si alzi il secco ramo della tosse, che latra il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace. Non imparerò per... Continue Reading →

E so molto bene che non ci sarai

E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel mormorio che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee, nei libri prestati e nell'arrivederci a domani. Nei miei sogni non ci sarai,... Continue Reading →

Solitudine messicana

I miei amici sono morti su di me, le mie amanti svanite, le puttane bandite, il mio letto sbattuto e sollevato dal terremoto – e niente erbasanta per uno sballo a lume di candela e sognare – solo spurghi d’autobus, ventate polverose, e cameriere che mi sbirciano da un buco nella porta segretamente attizzate alla... Continue Reading →

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