Nel letto è a te che penso

Nel letto è a te che penso, alla tua lingua metà di cioccolato metà oceano, a tutte le case dentro cui svicoli, a quei capelli di lana d’acciaio sulla tua testa, alle tue mani ancora presenti, a come morsichiamo assieme la barriera perché siamo due. A come vieni e afferri la mia coppa di sangue... Continue Reading →

Solo te

Il cielo si porta nel cinto di nuvole La luna ricurva. Sotto la forma di falce Io voglio riposarti in mano. Sempre devo fare come vuole la tempesta, Sono un mare senza riva. Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie, Mi si illumina il cuore. Stregato Giace sul mio fondo. Forse il mio cuore è... Continue Reading →

Attendere.

“Attendere: anche questo ho considerato. Ma non significherebbe anche attendere che la vita in qualche modo venga verso di noi? E la vita non ci viene incontro, Ingeborg, attendere che ciò accada sarebbe per noi il modo meno adatto di esserci.” Paul Celan a Ingeborg Bachmann

Scrivi di amore senza nominarlo

«Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo. Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell’evitare. Distraiti dal vocabolo solenne, già abbuffato, punta al bordo, costeggia, il lanciatore di coltelli tocca da lontano, l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di mancarlo». Erri De Luca

Almeno vi siete dati qualche bacio?

-Almeno vi siete dati qualche bacio, qualche… -Qualche bacio? Ma nemmeno per sogno! Ero innamoratissimo e la rispettavo. -E poi come finì? -Come quasi sempre avviene: preferì il mio migliore amico. -Probabilmente questo tuo amico la baciava, mentre tu la rispettavi. Goliarda Sapienza, L'Arte della Gioia  

La tua mano, traccia d’avvenire

La tua mano, traccia d’avvenire apre una vena nel cuore del pomeriggio sulla guancia, la pelle, il silenzio il gong della pioggia, dell’orologio sono eternità palpabili è la vacanza di un’ora strappata al tempo – tutta nuova sotto la tua mano, caldo focolare io interamente rannicchiata.   Sylvie Fabre G., da Nuovi poeti francesi (Einaudi, 2011)

Ti amo per le ciglia,

Ti amo per le ciglia, per i capelli, ti dibatto nei corridoi bianchissimi dove si giocano le fonti delle luci, ti discuto a ogni nome, ti svello con delicatezza di cicatrice, ti vado mettendo sulla testa ceneri di lampo e nastri che nella pioggia dormivano. Non voglio che tu abbia una forma, che tu sia... Continue Reading →

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